martedì 21 aprile 2020

HENNE’ E PIANTE TINTORIE CANCRO SI O CANCRO NO?

HENNE’ E PIANTE TINTORIE CANCRO SI O CANCRO NO?

Autore: Paolo Pelini
Le piante tintorie rappresentano una enorme risorsa per l’economia e il mondo cosmetologico, la regina di queste piante è sicuramente la Lawsonia inermis L. o più conosciuta sotto il nome commerciale del suo colorante Hennè.




Paolo Pelini Presso L'Università degli Studi La Sapienza di Roma




Negli ultimi tempi però si sta ipotizzando che la molecola o meglio il pigmento ingrado di colorare i prodotto da questa pianta il Lawsone sia cancerogeno.
In questo articolo cerchero di spiegare come ho già fatto in un intervento presso L’Università La Sapienza di Roma, il perché tale tesi è completamente priva di fondamento scientifico e addirittura manipolatoria volta a escludere i derivati idrossiantracenici dal mercato a favore dei composti di sintesi come vuole qualche stato!
Il Lawsone (2-hydroxy-1,4-naphthoquinone) è un composto derivato dal Naftochinone una molecola chinone derivato dal naftalene. È un composto aromatico, la sua molecola è planare, composta da due anelli benzenici condensati.




Nella droga della pianta Lawsonia inermis (foglie) tuttavia non troviamo la molecola di Lawsone vera e propria bensi tre hennosidi ovvero metaboliti che dopo una serie di reazioni di acidificazione e ossidazione portano alla formazione della molecola tintoria questo fenomeno può essere volontario ciò è causato dall’uomo ma purtroppo causato come ho dimostrato anche da batteri in grado di ossidare le molecole è questo potrebbe essere segno di cattiva conservazione del prodotto.
Ma perché qualcuno sostiene che questo composto sia cancerogeno?
Non ci sono prove certe della sua cancerogeneicità ma erroneamente qualcuno considera il Lawsone cancerogeno. Questo perché  la sua struttura molecolare in grado sarebbe in grado di intercalare cio è legarsi o meglio penetrare tra due basi azotate del DNA provocandone la sua mutazione, questo basta a provocare la formazione del cancro? NO!
Infatti tali molecole vengono erroneamente considerate dette o mutagene o procancerogene ma ciò non basta a provocare il cancro perché queste molecole per divenire cancerogene ovvero ingrado di provocare fenomeni di delezione, aberrazione,alterazione ecc… nel DNA o al livello Cromosomico devono andare incontro ad una serie di modificazioni provocate da alcuni enzimi presenti allivello metabolico nel nostro organismo in particolare dalla famiglia del citocromo P450 in mancanza di tali mutazioni la molecola non riesce ne a legarsi ne a svolgere azione cancerogena (tutta da dimostrare) allivello del DNA stesso discorso vale per i derivati idrossiantracenici che se non preparati dal P450 non danno nessun problema a livello del colon come invece si vorrebbe far credere oltretutto portando studi vecchi, incompleti e inconsistenti solo per eliminare questi composti dal mercato a favore dei farmaci di sintesi.
Paolo Pelini
Erbochimico
Controllo Qualità Fitochimico, Microbiologico e Valutazione Farmacognostica Estratti Piante Officinali
Roma - Italia
http://www.paolopelinierbochimico.it

domenica 5 aprile 2020

Le Mascherine contro Covid-19 rischiano di fare piu danni

Sulla questione dell'obbligatorietà dell'utilizzo delle mascherine o meno,
Mi sono state riferite da parte di farmacisti, medici eccetera episodi da parte di persone che lamentano problemi respiratori dovuti all'utilizzo di mascherine in particolare chirurgiche che purtroppo però solo quelle che si trovano più facilmente. E soprattutto vi è il rischio in caso di riutilizzo per più volte di queste di poter contrarre infezioni da parte di batteri o altri microrganismi che ristagnano sul tessuto di tali mascherine in quanto batteri altri virus non sono andato in vacanza per la presenza di #Covid19.
Paolo Pelini
Erbochimico

martedì 17 marzo 2020

I batteri potrebbero essere l'arma per sconfigge il coronavirus Covid-19

Il Coronavirus Covid-19 ha assunto una forma ormai pandemica contro la quale tutta la comu
nità scientifica è chiamata a dare una mano.
Covid-19
Già nei mesi scorsi avevo lanciato alcune idee per contrastare il virus!

Infatti già dal mese di Gennaio e successivamente in un seminario presso L'Università La Sapienza di Roma il 29 Febbraio  avevo suggerito di agire sulle proteine S del coronavirus bloccando la possibilità del virus di legare le proprie proteine S ai recettori Ace2 della cellula attraverso l'utilizzo di anticorpi monoclonali e di molecole già utilizzate in Sars Inoltre un metodo rapido per lo sviluppo di un vaccino sarebbe quello di utilizzare il batterio Escherichia coli per lo sviluppo di antigeni contro le proteine S  del virus per la formazione di anticorpi.

Tutto questo è stato pubblicato da me su sito Research Gate
https://www.researchgate.net/publication/339939423_FROM_BACTERIA_A_POSSIBLE_VACCINE_AGAINST_CORONAVIRUS_COVID-19

Ed inviato al Governo e al Ministero della Salute.
Sperando che tutto questo possa servire a sconfiggere presto questo male

Paolo Pelini
Erbochimico
http://www.paolopelinierbochimico.it

lunedì 16 marzo 2020

Fake sul metodo di trasmissione di COVID-19

Trovo ridicolo e irresponsabile da parte di qualche professionista lanciare ipotesi come quelle che  varie persone stanno portando alla mia attenzione sul fatto che su una emittente televisiva è stato detto da parte di un medico che il covid19 si trasmette attraverso il contatto con le scarpe e con i vestiti e di lasciarli perciò fuori dalla porta!
Non mi risulta che vi sia alcuna prova scientifica di una trasmissione del virus attraverso il contatto con le mani almeno che queste non vengono portate a contatto con gli occhi col naso o con la bocca.
Oltretutto non viene alcuna prova scientifica che il Covid-19 possa essere veicolato da parte nostra agli animali da compagnia o viceversa.
Paolo Pelini

giovedì 12 marzo 2020

PAOLO PELINI: BLOCCHIAMO I RECETTORI ACE2 PER SCONFIGGERE IL CORONAVIRUS COVID-19

Paolo Pelini
Paolo Pelini: Per sconfiggere Covid-19 si blocchiamo i recettori ACE2!

Come ho già scritto più volte già nel mese di gennaio, il virus covid19 a in Comune col virus SARS, I recettori ace2 dell'ospite sui quali va ad attaccare le proprie proteine S per poi riversare il proprio RNA all'interno della cellula dell'ospite, l'ipotesi appunto che avevo lanciato nel mese di gennaio era quella di bloccare o saturare  questo collegamento con anticorpi o sostanze che si stanno studiando per la SARS, anche per il Covid 19 visto che per l'appunto hanno in comune questo sito di attacco
Ho comunicato questa mia ipotesi il 10 marzo al governo il quale spero la prenda in seria considerazione, Infatti penso che applicando queste ipotesi insieme al farmaco anti artritico che pare stia dando buoni risultati si possa debellare il virus in attesa ovviamente di un vaccino.
Paolo Pelini
Erbochimico

sabato 29 febbraio 2020

Paolo Pelini COVID-19


PELINI: L’EVOLUZIONE DEL COVID-19


Paolo Pelini Tavola Rotonda Camera dei Deputati sul COVID19
PAOLO PELINI: Purtroppo la cattiva informazione anche da parte di "Esperti" con manie di protagonismo sta scatenando il panico sul coronavirus COVID-19 in realtà questo virus non è altro che l'ennesimo fenomeno di evoluzione di tutti i virus in questo caso dal Virus della SARS con il quale condivide circa 86% del patrimonio genetico oltre che a interessare gli stessi recettori di membrana della cellula ospite ACE2
Ma quello che interessa la popolazione è quando finirà tutto questo? purtroppo non presto! perchè purtroppo siamo come si evince nella curva di Boltzmann siamo appena nella fase di latenza del virus il quale non ha raggiunto ancora il picco massimo di infettività dopo il quale ci sarà un calo dei fenomeni (Morte Virus o Immunizzazione).
Ma questo non ci deve spaventare perché come più volte detto i sintomi sono lievi se non in casi con pregresse problematiche di salute e in persone anziane che presentano tali complicanze dobbiamo fare affidamento sul nostro sistema immunitario perché attualmente è l'unico mezzo che abbiamo e unica arma per contrastare questo virus, importante è seguire le regole delle autorità competenti.
Paolo Pelini
Professione Erbochimico

martedì 4 febbraio 2020

L'Importanza del Microbiota nel Fitocomplesso della Pianta Officinale


CONTROLLO QUALITA' MICROBIOTA NELLE PIANTE OFFICINALI
Paolo Pelini













Il Controllo Qualità nelle Piante Officinali e nei loro estratti molto spesso si limita al solo controllo chimico e dei suoi possibili contaminanti (metalli pesanti, pesticidi, microbi ecc...) ed eventualmenrte al suo fitocomplesso.
Ma il controllo andrebbe esteso anche al Microbiota della pianta o della parte interessata dall'estrazione (droga) e nel valutare l'equilibrio dell'ecosistema batterico presente.


Il MICROBIOTA:
Microbiota si riferisce a una popolazione di microrganismi che colonizza un determinato ecosistema (uomo,pianta ecc...)
Questo ambiente è formato da un equilibrio tra diverse specie batteriche che vivono in simbiosi con l'organismo ospite.


In una analisi di controllo qualità su un estratto di Henne (Lawsonia inermis L.) abbiamo dimostrato che lo squilibrio del microbiota a favore di una specie in questo caso Pseudomonas portasse a dei fenomeni ossidativi con la trasformazione degli hennosidi (preculsori) in Lawsone.

Tale squilibrio dell'ecosistema dove vivono i batteri nelle piante officinali può influenzare il tempo balsamico e la produzione e lo sviluppo dei metaboliti a favore o a discapito della qualità del fitocomplesso della droga vegetale.

RIFERIMENTI AUTORE:
Paolo Pelini Erbochimico - Controllo Qualità Piante Officinali
Roma – Italia