mercoledì 27 settembre 2023

FITOTERAPIA VETERINARIA E NATUROPATIA PER ANIMALI: UNA PIANTA CONTRO L'ARTRITE

L’artrite è un’infiammazione delle articolazioni. Può interessare una o più articolazioni e può essere acuta o cronica.

Esistono molti tipi di artrite, la più nota è l’artrite reumatoide.

Nei cani il problema sembra essere spesso di ordine genetico mentre nei gatti sembra che l'artrite si sviluppi prevalentemente per mancanza di adeguato esercizio fisico.

Una pianta utile che possiamo utilizzare nei nostri Pet è L'artiglio del Diavolo!

L'Artiglio del diavolo è una pianta erbacea perenne originaria dell'Africa meridionale e orientale. Le sue radici, essiccate, sono utilizzate per la preparazione di prodotti erboristici e fitoterapici. Le virtù più note della pianta riguardano il suo potere analgesico ed antinfiammatorio.

 Artiglio del Diavolo: Proprietà, Benefici e Controindicazioni

Il suo fitocomplesso è formato prevalentemente da Tannini, Fenoli, Flavonoidi

 

 

Proprio grazie alle sue proprietà antinfiammatorie può risultare utile nei casi dove vi è dolore ed infiammazione come tendiniti, osteoartriti, artrite reumatoide, artrite e artrosi.

 

Paolo Pelini 

Professione Erbochimico / Naturopata per Animali

Esperto in Ricerca Farmacognostica su Estratti Vegetali di Piante Officinali

Roma

 

 


 

lunedì 25 settembre 2023

FITOTERAPIA VETERINARIA: Il Ginkgo Biloba

Tra le numerose proprietà fitoterapiche del ginkgo biloba oggi voglio parlarvi della sua azione Antitrombotiche e Cardiotoniche, infatti viene utilizzata proprio per queste sue proprietà in Fitoterapia Veterinaria e in Naturopatia Animale.

 Il ginkgo biloba stata definita da Darwin un fossile vivente, in quanto unico esemplare ancora esistente appartenente alla famiglia delle Ginkgoine.

 Il Ginkgo – L'OCA BIANCA ED ALTRE STORIE

 Le parti utilizzate sono le foglie, mentre i semi presentano una parte esterna commestibile ed un cuore ricco di sostanze irritanti e tossiche (come l'alcaloide ginkgotossina).

Il suo fitocomplesso presente nelle foglie è costituito da flavonoidi ( glucosidi flavonoidici come kampferolo, quercetina, isoramnetina, acido cumarico, catechine, proantocianidine) e derivati terpenici (ginkgolidi e bilobalide) e di acidi ginkgolici.

Tra i Terpeni contenuti nelle foglie di ginkgo biloba vi è il ginkgolide B una molecola in grado di  bloccano la perossidazione lipidica, implicata nell'aggregazione piastrinica. Questi principi attivi, infatti, inibiscono il fattore di attivazione delle piastrine (PAF), prevenendo la formazione di trombi nei vasi sanguigni; e diminuiscono la permeabilita’ capillare, migliorando l’irrorazione dei tessuti.

 Ginkgolide B | CAS 15291-77-7 - AdipoGen Life Sciences

Particolarmente conosciuta per la sua attività sulla circolazione venosa, arteriosa e capillare, la pianta è ampiamente utilizzata anche come fluidificante del sangue, perché ne diminuisce la viscosità, nella prevenzioni di trombi, e infarti. Per questa proprietà, il ginkgo aiuta anche l’ossigenazione e il nutrimento dei tessuti, con benefici effetti, in particolare, sull’irrorazione sanguigna dei tessuti cerebrali.

Infatti, per la capacità di favorire una corretta distribuzione di ossigeno e glucosio al cervello, 

Si ricorda, inoltre, che il Ginkgo biloba può interferire con l'azione di numerosi farmaci, fra cui ricordiamo: farmaci anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici, inibitori del MAO e FANS (tipo aspirina). Pertanto, qualora l'animale stiano seguendo terapie farmacologiche (anche con farmaci non indicati sopra), prima di assumere il ginkgo in qualsiasi sua forma, è fondamentale chiedere il parere al proprio medico veterinario.

 

Paolo Pelini 

Professione Erbochimico / Naturopata per Animali

Esperto in Ricerca Farmacognostica su Estratti Vegetali di Piante Officinali

Roma

 

 

mercoledì 20 settembre 2023

Come rinforzare il Sistema Immunitario negli Uccelli

Oltre ai cani e gatti la Naturopatia e la Fitoterapia è utile per molti altri animali come topi, criceti, uccelli ecc... 

Come possiamo rinforzare il sistema immunitario dei nostri amici volatatili? 

Uno dei rimedi fitoterapici che possiamo utilizzare e l'Echinacea.

 



L'Echinacea è un genere di piante erbacee perenni che comprende nove specie. Sono piante interessanti prevalentemente dal punto di vista ornamentale ed erboristico. Sono piante originarie del Nord America. Questo genere di piante appartiene alla più grande famiglia delle Asteraceae

 Droga è data dalle radici ottenute da tutte e tre le specie principali (Echinacea angustifoliaEchinacea pallida ed Echinacea purpurea).

I principi attivi contenuti all'interno delle diverse specie di echinacea possono variare dal punto di vista sia qualitativo, sia quantitativo. Ad ogni modo, si può affermare che i principali costituenti chimici contenuti in tutte e tre le principali specie di echinacea, sono:

  • Flavonoidi;
  • Derivati dell'acido caffeico (acido cicorico, acido clorogenico ed echinacoside);
  • Polisaccaridi ad attività immunostimolante;
  • Polifenoli;
  • Glicoproteine ad attività immunostimolante;
  • Alchilamidi;
  • Olio essenziale;
  • Polieni.
Nei nostri uccellini può essere utile:

• Per stimolare il sistema immunitario, contro le
infezioni, per problemi alle piume, disturbi al
fegato, allergie della pelle o dopo un trattamento
antibiotico. 


• 1 goccia nell’acqua del serbatoio per gli uccelli
piccoli;
• 2 gc per gli uccelli grandi;
• 2 volte a giorno per 15 giorni

ATTENZIONE NON EFFETTUARE IL FAI DA TE!


Paolo Pelini 

Professione Erbochimico / Naturopata per Animali

Esperto in Ricerca Farmacognostica su Estratti Vegetali di Piante Officinali

Roma

mercoledì 13 settembre 2023

Il Vischio in Oncologia

 ONCOLOGIA: IL VISCHIO

Il Viscum Album  trova applicabilità in oncologia veterinaria nel coadiuvare il trattamento di tumori di varia natura nelle diverse specie animali.



Ad esempio, nel melanoma orale del cane  tumore sostanzialmente maligno e localmente infiltrativo, tendenzialmente metastatico con possibilità limitate di escissione chirurgica e con scarsa risposta alla chemioterapia si è potuto avere un significativo aumento del tempo di sopravvivenza media quando, all’azione di altri farmaci (immunoterapici) o alla radioterapia, si è associato l’utilizzo del vischio di quercia e di pino.

 Nel trattamento del fibrosarcoma felino, tumore mesenchimale maligno, infiltrante e recidivante, sono state utilizzate speciali preparazioni magistrali orali non alcoliche di Viscum Album Quercus.


Anche la gestione del sarcoide equino, tumore locale che non da metastasi, ma infiltrativo e recidivante, ha trovato aiuto nell’utilizzo del Viscum Album Pini con follow-up della remissione fino a 5 anni. Nelle cagne che subiscono mastectomia per tumori mammari (adenocarcinomi) può essere utilizzato, per lungo periodo, il vischio Pini, per scongiurare recidive e metastasi. Il Viscum Mali ha infine trovato utilizzo nel trattamento del sarcoma di Sticker del cane maschio.


Nell’organismo ciò che avviene è una stimolazione specifica e peculiare del sistema immunitario da un lato (stimolazione dell’interleuchina 12, interferone γ, e cellule Natural Killer ecc.) e dall’altro c’è anche un’azione tossica, diretta sulla cellula tumorale che porta all’apoptosi.

Sulle cellule tumorali si sono evidenziate l’azione di inibizione della neo-angiogenesi, l’induzione all’apoptosi, azione citotossica ed antinfiammatoria oltre che la riparazione e protezione delle cellule sane in corso di chemioterapia e radioterapia.

Paolo Pelini 

Professione 

Erbochimico - Naturopata per il Benessere Animale 

Esperto in Ricerca Farmacognostica e Citotossicologica su Estratti Vegetali di Piante Officinali 

giovedì 7 settembre 2023

TOSSICOLOGIA: QUALI OLI ESSENZIALI NON VANNO MAI DATI AL GATTO

 Al contrario dei cani i  gatti hanno una sensibilità maggiore nei cofronti di alcuni olii esserziali sia a causa delle loro dimenzioni ridotte che ad una sensibilità fisiologica del proprio organismo che può provocare seri danni all'animale.

Quali oli essenzali non bisogna dare mai al proprio gatto?

 I gatti più aggressivi del mondo, le foto

 cumone,arancia,limone,pompelmomandarico,betulla,timo,abete,pino,menta piperita,cannella,menta (tutte le specie), chiodi di garofano,eucalipto,tea tree,bergamotto,salvia,ginepro,origano.

 

Effetti provogati, difficoltà respiratoria,diminuzione frequenza cardiaca,diminuzione temperatura corporea (ipotermia),infufficenza epatica

NOTA QUESTA LISTA NON E' ESAUSTIVA MA VUOLE SOLO DARE UNA IDEA DELL'IMPORTANZA DI RIVOLGERSI AD ESPERTI E NON PRATICARE FAIDATE O PASSAPARORA SUL WEB.

 

 

Paolo Pelini 

Professione 

Erbochimico - Naturopata per il Benessere Animale 

Esperto in Ricerca Farmacognostica e Citotossicologica su Estratti Vegetali di Piante Officinali


sabato 2 settembre 2023

La Liquirizia perché non fa bene per il Cuore

 La Liquirizia è ottima per problematiche gastrointestinali ma pericolosa per chi soffre di malattie cardiache sia umani che animali.



Il principio attivo presente nella liquirizia, la glicirrizina  riduce i livelli di potassio nel sangue, provocando:

  • aritmie cardiache,
  • pressione alta,
  • insufficienza cardiaca,
  • letargia, uno stato di sonno profondo e patologico.

Questa sostanza che si trova nella liquirizia, che ha un forte impatto sui livelli di aldosterone, ossia l’ormone che regola la pressione arteriosa. La glicirrizina, infatti, provoca ritenzione idrica, scompensando il cuore e alzando la pressione. 

Paolo Pelini 

Professione 

Erbochimico - Naturopata per il Benessere Animale 

Esperto in Ricerca Farmacognostica e Citotossicologica su Estratti Vegetali di Piante Officinali