martedì 25 gennaio 2022

Campi di Applicazione Cromatografica su Strato Sottile (TLC)

 

Campi di Applicazione Cromatografica su Strato Sottile (TLC):
La cromatografia su strato sottile ha un ampio campo di applicazioni che include prodotti farmaceutici, alimentari, cosmetici e fitochimici.
Fitochimica
Identificazione dei composti nelle medicine tradizionali
Le medicine tradizionali a base di piante ed estratti vegetali sono ampiamente utilizzate in diversi paesi.
Tuttavia, i componenti attivi di molti di questi medicinali sono sconosciuti.
In questi casi, è possibile eseguire la cromatografia su strato sottile su campioni vegetali per separare i componenti.
Piante diverse possono produrre metaboliti diversi in base alla posizione e ad altre condizioni.
Pertanto, la cromatografia su strato sottile può anche essere utilizzata per differenziare lo stato metabolico di una pianta in base alla sua posizione e alle condizioni circostanti.
Attività biologiche dei composti vegetali
La cromatografia su strato sottile può essere utilizzata anche per identificare la natura di diversi composti vegetali: antiossidanti, antibatterici o antimicotici.
Per testare la presenza di antiossidanti, la piastra TLC può essere spruzzata con 2,2-difenil-picrylidrazyl (DPPH) e metanolo. Questo composto, contenente radicali liberi, è di colore viola intenso. Tuttavia, dopo la reazione con gli antiossidanti, vira al giallo, identificando la presenza di antiossidanti. Per testare la presenza di composti antibatterici o antimicotici, la piastra TLC può essere incubata con microrganismi.
La piastra può essere successivamente osservata per la crescita inibita di microrganismi.
Confronto dei metaboliti
Geni specifici delle piante sono spesso geneticamente modificati, portando alla produzione di diversi metaboliti. TLC può essere utilizzato per confrontare i metaboliti nelle piante autoctone e modificate.
Purezza di un campione
La TLC può essere utilizzata per verificare la purezza di un campione in cui l'analisi di un composto può essere eseguita insieme a un riferimento autentico.
La presenza di un'impurità può essere rilevata dalla presenza di punti extra sulla lastra.
Analisi biochimica
La TLC viene spesso utilizzata per isolare, confrontare e caratterizzare i composti e i metaboliti dal sangue, dal siero, dai fluidi corporei e dalle urine.
Industria alimentare e cosmetica
Le TLC possono essere utilizzate per separare, identificare e caratterizzare diversi componenti, colori, prodotti cosmetici e agenti edulcoranti e conservanti, tra gli altri.
È più facile da eseguire in quanto non richiede apparecchiature sofisticate ed è anche efficiente in termini di tempo.
Studi di stabilità
Gli studi di stabilità sono richiesti dalla somministrazione di farmaci in cui è necessario testare la stabilità dei farmaci immagazzinati.
Le TLC possono essere particolarmente utili in tali test, poiché è possibile eseguire contemporaneamente più spot per confrontare e contrastare.
I risultati possono anche essere facilmente visualizzati e le macchie che non si muovono o qualsiasi cambiamento nel numero di macchie può indicare cambiamenti nella natura chimica e nella stabilità di un farmaco.
Identificazione dei farmaci nei fluidi corporei
Le TLC possono essere utilizzate negli studi forensi in cui i fluidi corporei, come l'urina e il sangue, possono essere testati per la presenza di droghe.
I farmaci acidi e neutri possono essere identificati utilizzando la silice ottadecile nella fase stazionaria, mentre la silice semplice e la silice ottadecile possono essere utilizzate per identificare i farmaci di base.
Identificazione dei residui di droga negli alimenti
Le TLC possono essere utilizzate per identificare la presenza di residui di farmaci e antibiotici negli alimenti, come pollame, manzo, maiale, latte, pesce, tra gli altri.
Profilo metabolico dei farmaci
Diversi metaboliti presenti in un farmaco possono essere separati mediante TLC.
Monitoraggio della purezza dei farmaci
La TLC è stata utilizzata per monitorare quantitativamente la purezza di diversi farmaci, inclusi sedativi, antistaminici, analgesici, tranquillanti e steroidi.
Esame delle miscele di reazione
TLC può essere utilizzato per studiare se una reazione è completa. All'inizio di una reazione, l'intero spot è occupato dal materiale di partenza. Nel corso della reazione, lo spot del materiale di partenza continua a ridursi, mentre lo spot dei prodotti continua ad aumentare.
Al termine della reazione, la macchia del materiale di partenza è completamente sparita e sulla piastra è visibile solo una macchia del prodotto.
Pertanto, la completa assenza del punto di partenza può essere utilizzata per contrassegnare la fine di una reazione.
 
Paolo Pelini Professione Erbochimico
Esperto Valutazione Farmacognostica e Citotossicologica Estratti Vegetali di Piante Officinali 
http://www.paolopelinierbochimico.it


sabato 6 novembre 2021

L'importanza del fitocomplesso nella valutazione tossicologica di un estratto vegetale

L'importanza del fitocomplesso nella valutazione tossicologica di un estratto vegetale:
un grave errore che si sta commettendo è quello di voler valutare la tossicità di un estratto vegetale considerando le singole molecole estrapolandole dal loro contesto chimico insito nella pianta! Bisogna rivedere questo concetto di base ma essenziale e valutare l'attività eventualmente tossica nel contesto del fitocomplesso, in quanto le molecole in tale condizione si influenzano tra loro e di conseguenza cambiano le proprie proprietà, queste caratteristiche possono essere paragonate a quello che avviene all'interno del microbiota dove abbiamo una serie di batteri in sé anche pericolosi ma che vengono tenuti sotto controllo e in equilibrio da altri batteri influenzandosì fra di loro e impedendo che l'uno prevalga sugli altri! Tornando al discorso prettamente vegetale possiamo prendere ad esempio il tetraidrocannabinolo THC presente nel genere cannabis questo molecola come tutti sanno ha proprietà psicoattive ma tali proprietà vengono annullate da un'altra molecola che viene prodotta sempre dalla stessa pianta il CBD che impedisce appunto che la prima prevalga con la sua proprietà rispetto alle restanti molecole del fitocomplesso. Gli esempi da poter fare sono tanti in quanto sempre più spesso si viene a dimostrare questo concetto L'ultimo è la questione derivati idrossiantracenici dove abbiamo dimostrato che le singole molecole come l'aloina e l'aloe emodina hanno un'azione di stimolazione cellulare diversa rispetto alle medesime molecole prese nella loro totalità metabolica della pianta, altri esempi sono l'olio essenziale di lavanda dove anche in esso le molecole singole hanno un'attività tossica mitigata se tale attività viene valutata come tossicità dell'intero fitocomplesso. È indispensabile che la comunità scientifica riveda i propri parametri di valutazione per evitare di criminalizzare ingiustamente specie botaniche utili all'uomo. Le molecole e gli estratti vegetali non devono e non possono essere trattati allo stesso modo analitico e di valutazione tossico o citotossico delle molecole di sintesi! Paolo Pelini Professione Erbochimico Ricerca Farmacognostica e Citotossicologica Estratti Vegetali Cytotoxicology Research Italy Ricerca Citotossicologica Microbiologica Estratti Vegetali Roma https://www.paolopelinierbochimico.it # #ricerca #research #Fitoterapici #botanicals #pharmacology

martedì 26 ottobre 2021

Una Ricerca su Saccharomyces può salvare le Piante Antrachinoniche

 

Ricerca su Saccharomyces può salvare le Piante Antrachinoniche
 

 

Il lievito di birra ( Saccharomyces cerevisiae), è un organismo unicellulare il cui Dna, ha molte analogie con le cellule di mammifero. Per questo è un ottimo modello di laboratorio, per effettuare una molteplicità di esperimenti nel campo della biomedicina e poter far luce su diversi meccanismi cellulari umani.

Prendendo proprio a modello questo microrganismo, siamo riusciti a dimostrare il diverso meccanismo d'azione di singole molecole di Idrossiantraceni rispetto all'intero fitocomplesso ( l'intero pool di molecole della droga vegetale utilizzata) di un estratto di piante del genere Aloe, queste molecole derivano dall antracene molecola planare che fa parte degli idrocarburi policiclici aromatici Ipa e considerata potenzialmente cancerogena proprio per la sua forma in grado di intercalarsi al Dna e provocare mutazioni tali da sviluppare formazioni cancerogene!

Il nostro studio pubblicato sul sito Zenodo e OpenAire gestito dal CERN, ha dimostrato che singole molecole di Aloina e Aloe Emodina possono provocare una alterazione in Saccharomyces nell'attività nucleare che si tramuta in una attività mitotica molto più marcata rispetto a cellule di controllo.

Di contro in Saccharomyces dove le cellule sono state esposte all'intero fitocomplesso, l'attività mitotica era pressoché normale o stazionaria!

Questo sta a dimostrare che le molecole in piante antrachinoniche come Aloe, Cascara,Senna, Rabarbaro si influenzano e manifestano proprietà biochimiche diverse se si vengono a trovare isolate o nell'estratto!

ulteriori studi con questo microrganismo potrebbe spiegare molti risolvere molti dubbi di presunti effetti tossici di vari estratti vegetali non che spiegare vari meccanismi di formazione di processi cancerogeni e genotossici.

Paolo Pelini

Professione

Erbochimico

Ricerca Farmacognostica e Citotossicologica Estratti Vegetali

Cytotoxicology Research Italy Ricerca Citotossicologica Microbiologica Estratti Vegetali

Roma

paolo.pelini@gmail.com

http://www.paolopelinierbochimico.it

domenica 17 ottobre 2021

LE SINGOLE MOLECOLE DI IDROSSIANTRACENI MODIFICANO L'ATTIVITA' CELLULARE

 


Il Nostro studio (Study of morphological alterations of the nucleus of cancer cells by aloe emodin and hydroxyanthracene derivatives) pubblicato sul portale europeo patrocinato dal Cern di Ginevra OpenAire , ha dimostrato come singole molecole di Aloe Emodina e Aloina possano indurre modificazioni cellulari atte allo sviluppo di possibili formazione neoplastiche, in particolare lo studio si è soffermato sulla modificazione del compartimento nucleare del modello cellulare biologico utilizzato Saccharomyces cerevisiae che ha rilevato una forte modificazione e attività nucleare dello stesso.
Inoltre, seguito della provocata alterazione dell'attività nucleare fig.1 delle cellule messe in contatto con singole Molecole di Aloina e Aloe Emodina al microscopio, si evidenziano stati di maggiore aggregazione cellulare rispetto a campioni non venuti in contatto con le molecole idrossiantracenici  e una maggior dimensione cellulare dovuta dallo stato di iperattività nucleare del nucleo cellulare
Tale attività di contro veniva mitigata se veniva utilizzato come agente citotossico l'intero fitocomplesso, questo per la reciproca interazione tra le varie molecole dello stesso presenti nella pianta di Aloe.

Paolo Pelini
Professione
Erbochimico
Consulenza e Ricerca Controllo Qualità e Valutazione Farmacognostica degli Estratti Vegetali di Piante Officinali
Studio Erbochimico di Consulenza Scientifica e Ricerca Pelini
Fondatore e Responsabile Scientifico Cytotoxicology Research Italy - Portale di Controllo e Ricerca Scientifica  Citotossicologia Estratti Vegetali
Roma - Italia
E-mail: paolo.pelini@gmail.com
http://www.paolopelinierbochimico.it

lunedì 4 ottobre 2021

Paolo Pelini: l' UE con i suoi continui divieti sugli estratti naturali sta esaggerando

Noto da parte dell'europa, un atteggiamento ostile nei confronti degli estratti vegetali del tutto ingiustificato dal punto di vista scientifico e addirittura dannoso per la salute umana ma non solo. Forse l'europa non sa o fa finta di non sapere che molti rimedi naturali stanno dando ottime risposte scientifiche contro la farmacoresistenza batterica e parassitaria in generale per non parlare degli studi positivi di alcune molecole naturali contro il cancro!
L'europa invece si ostina a considerare senza prove serie scientifiche a supporto alcune di questi composti pericolosi o cancerogeni, mi riferisco alle più recenti decisioni e ad altre che pare vorrà prendere a breve nei confronti ad esempio dei componenti delle piante antrachinoniche (Aloe,Cascara,Senna,Rabarbaro) i derivati idrossiantracenici che sono stati banditi dall'europa se in quantità pari o superiore a 1% negli estratti perchè presumibilmente cancerogeni e genotossici a fronte di un solo studio positivo in tal senso e molti altri dubbi, senza contare il nostro studio in vitro che è stato inviato in commissione europea oltre che alla commissione del senato per le politiche europee e ai ministeri della salute e delle politiche agricole , forestali MIPAAF dove tra l'altro sono stato ascoltato dai funzionari dello stesso ministero che smentisce quanto sostenuto dall'europa sulla cancerogenicità delle piante antrachinoniche. Ma come se ciò non bastasse a creare una ingiustificata confusione nell'opinione pubblica, ora UE tenta di mettere al bando anche L'olio essenziale di Lavanda accusando anch'esso di essere potenzialmente tossico, anche qui la questione è facilmente smentibile in quanto La citotossicità dell'acetato di linalile, uno dei principali componenti dell'olio essenziale di lavanda , presente nel 51%, come molecola pura può avere si effetti citotossici ma se preso come fitocomplesso ciò è l'insieme delle molecole presenti nell'olio essenziale , ha una scarsa azione citotossica, ciò è dovuto all'interazione tra le molecole e la reciproca influenza che si verifica nel Fitocomplesso, ecco perché per quanto riguarda le sostanze vegetali non si dovrebbe giudicare la tossicità prendendo in esame la singola molecola! Questo concetto dovrebbe valere per tutti gli studi di citotossicità che riguardino i botanicals. Per arrivare in ultimo ad accusare anche il riso rosso fermentato in particolare la monacolina k di vari effetti avversi registrati in alcuni integratori dall'aprile 2002 a settembre 2015 su un totale di 1261 segnalazione solo 1 caso risulta accertato mentre 49 probabili, ma tale studio non ha tenuto conto della composizione dei singoli integratori! siamo sicuri che dentro questi c'era solo riso rosso fermentato? Va fatta chiarezza scientifica sull l'intera faccenda. Paolo Pelini Erbochimico Ricerca FARmacognostica e Citotossicologica Estratti Vegetali Studio di Consulenza e Ricerca Erbochimico Pelini Roma - Italia http://www.paolopelinierbochimico.it

giovedì 26 agosto 2021

IL DOPPIO RUOLO DELLE MOLECOLE DI ALOINA ED EMODINA IN AMBITO ONCOLOGICO.

IL DOPPIO RUOLO DELLE MOLECOLE DI ALOINA ED EMODINA IN AMBITO ONCOLOGICO. Nei mesi passati si è molto discusso sulla pericolosità o meno delle molecole contenute nelle piante antrachinoniche come l’Aloe, Senna, Rabarbaro ecc. e in particolare sulla capacità o meno delle singole molecole e quindi non del fitocomplesso della pianta come invece dovrebbe essere di provocare il cancro.
Se pur vero come dimostrano i nostri studi in vitro che le singole molecole di Emodina ed Aloina sono in grado di provocare alterazioni nel comparto nucleare della cellula e quindi portare una eventuale possibile degenerazione cellulare in forma cancerogenica, alterando il corredo genetico ed metabolico della cellula, questo non imputa una pericolosità delle piante antrachinoniche perché si deve tenere conto nel considerare la genotossicità di un’estratto o la sua cancerogenicità il ruolo dell’intero fitocomplesso ciò è dell’intero comparto molecolare della pianta o perlomeno della singola droga (parte della pianta utilizzata in fitoterapia) inquanto le molecole si influenzano tra loro nelle loro proprietà metaboliche e non considerare le singole molecole! Ma addirittura l’azione genotossica ed intercalante delle molecole di Idrossiantraceni studiate può come d’altronde ampiamente sostenuto da autorevoli studi avere un effetto anti cancerogeno. Per capire questa affermazione , bisogna, considerare due aspetti fondamentali dei farmaci. Il primo aspetto è insito nella definizione della differenza tra farmaco e veleno: “ Ogni sostanza è un veleno: la giusta dose differenzia un farmaco da un veleno.” come si può notare una sostanza può diventare tossica o avere azione farmacologica solo cambiando la dose, un altro concetto importante per dare la giusta attenzione alle molecole di Aloe è data proprio da alcune classi di farmaci o meglio di molecole che vengono utilizzati oggi in chemioterapia, come gli agenti alchilanti (aziridine,nitroso-uree,fosfamidi ecc…) , molti di essi infatti agiscono proprio sul DNA intercalandosi e bloccando l’attività della cellula cancerogena, ma paradossalmente queste stesse molecole possono portare allo sviluppo di forme tumorali per mutazione del DNA andando ad agire sui geni onco soppressori e oncogeni. Tutto questo dimostra l'importanza delle molecole antrachinoniche nella ricerca contro il cancro e scagiona nello stesso tempo il fitocomplesso delle piante antraceniche dagli effetti genotossici che gli si vorrebbero attribuire. Paolo Pelini Erbochimico Ricerca Farmacognostica e Citotossicologica Estratti Vegetali di Piante Officinali e Ricerche sul Microbiota di Piante Officinali Studio Erbochimico di Consulenza e Ricerca Pelini Roma – Italy http://www.paolopelinierbochimico.it

giovedì 19 agosto 2021

CITOTOSSICOLOGIA DEGLI ESTRATTI VEGETALI ECCO PERCHE' NON E' PARAGONABILE ALLA CITOTOSSICOLOGIA CLASSICA

 

Paolo Pelini

Sempre più spesso si cerca di attribuire in maniera del tutto errata sia nel metodo che nel merito proprietà tossiche o addirittura cancerogene a vari estratti vegetali, questo non solo per una contrapposizione sbagliata tra chi preverisce  la singola molecola perchè a detta di qualcuno più controllabile rispetto all' intero estratto di una pianta che come si sa "le piante fanno quello che vogliono!" ma canche per una vera e propria ignoranza degli addetti ai lavori che dovrebbero verificare la tossiucità di un estratto " vedi il caso delle printe antrachinoniche" che vogliono considerare una spercie vegetale nel suo complesso pool di molecole  (fitocomplesso) che interagiscono tra di loro per dare l'azione fisiologica desiderata o indesiderata come se fossero una singola molecola isolata iun una provetta. Nulla di più sbagliato!

La Citotossicologia dei Botanicals si deve e si deve basare in realtà sull'intero pool di moleecole contenenti nella droga sottoesame e deve sviluppare nuove tencniche citotossicologiche  atte a mettere in risalto tale complessità molecolare per evidenziare eventuali effetti mutagenici e altro che però vanno visti sempre nell'insieme del fitocomplesso e mai separatamente.

Su questo i microorganismi sia intesi come microbiota vegetale che come organismi modello per la determinazione citotossicologica possono aiutarci e in futuro ci aiuteranno sempre di più initi all'inteligenza artificiale perchè potranno simulare sempre di più l'attività biochimica di trasformazione delle molecole che avviene all'interno del nostro organismo.

 --

Paolo Pelini 

Erbochimico - Ricerca Farmacognostica e Citotossicologica Estratti Vegetali e Richerche sul Microbiota Vegetale di Piante Officinali

Studio Erbochimico di Ricerca Pelini

Roma - Italy

http://www.paolopelinierbochimico.it