lunedì 2 ottobre 2023

Gemmoterapia Veterinaria nel Cane e nel Gatto

La Meristemoterapia (Gemmoterapia e Fitoembrioterapia) è una moderna branca della fitoterapia basata sull’utilizzo di tessuti meristematici, ossia i tessuti embrionali vegetali delle piante: principalmente le gemme, ma anche germogli e giovani getti.
L'utilizzo delle gemme a scopo terapeutico è antico ma il padre della Fitembrioterapia è il medico omeopata belga Pol Henry che verso la fine degli anni ’50 ne studiò sistematicamente l’utilizzo.

I meristemi sono costituiti da cellule embrionali indifferenziate, totipotenti, analoghe alle cellule staminali animali, che permettono il continuo accrescimento della pianta.
Mentre la Fitoterapia utilizza i principi attivi contenuti nei tessuti differenziati e in cellule che hanno perso la capacità di moltiplicarsi, la Gemmoterapia utilizza tessuti con elevata potenzialità e cellule in stato riproduttivo.

Essi racchiudono in sé in potenza tutta l'energia vitale ed i principi attivi necessari per lo sviluppo della pianta stessa, possiamo dire "sono cellule che aspettano di decidere cosa fare da grandi!". 

Reinnestando una gemma in una pianta questa può dare vita ad un organismo completamente diverso da quello in cui è stata innestata.
I principi attivi e le sostanze contenuti nelle cellule meristematiche sono diversi e molto più concentrati che nei tessuti adulti

I Gemmoderivati (o Macerati Glicerici) e Fitoembrioestratti vengono prodotti a partire da gemme e altri meristemi appena raccolti e trattati da freschi, mantenendo l’integralità delle sostanze attive.
La loro azione, rispetto agli estratti dei tessuti adulti che si rivolgono di più a livello organico, è più dolce e profonda poiché agiscono anche su un piano energetico-vibrazionale e i risultati sono molto soddisfacenti soprattutto per le patologie croniche e degenerative.

Prima di entrare nel merito del perchè questo tipo di applicazione dovrebbe essere maggiormente utilizzato anche in fitoterapia veterinaria con un esempio sul alcune gemme e loro effetti terapeutici utili anche in ambito dei nostri Pet mi è d'obbbligo e non posso fare altrimenti da suo collaboratore quale ho la fortuna di essere ringraziare il Professor Marcello Nicoletti, Professore ordianrio del corso di Botanica Farmaceutica e ex Direttore del Dipartimento di Biologia Ambientale dell'Università degli Studi di Roma discepolo a sua voltà del Professor Giovanni Battista Marini Bettolo il primo in Italia e forse nel mondo a occuparsi di sostanze naturali presso Istituto Superiore di Sanità in tempi non sospetti mentre il resto della comunità scientifica puntava sul sintetico. 

Come dicevo il ringraziamento al Professor Nicoletti è d'obbligo perchè senza il suo lavoro di Cromatografia presso il Dipartimento di Biologia Ambientale i gemmderivati sarebbero scomparsi dalla farmacopea e quindi ai piani terapeutici italiani perchè il ministero della salute non trovando a causa della glicerina che ne mascherava l'esistenza i principi attivi non li considerava utili ai fini terapeutici o meglio fisiologici, il professor Nicoletti grazie ad una tecnica sperimentale è riuscito a dimostrare l'esistenza dei principi attivi che la glicerina "nascondeva".

Ciome dicevo la gemmoterapia può essere al pari di come lo è per l'uomo utile in ambito animale  e devo fare un altro obbligatorio ringraziamento al Prof. Fernando Piterà che insieme al Prof. Nicoletti hanno riacceso dopo anni l'attenzione della comunità scientifica su questo genere di fitoterapia con vari trattati,e congressi che spiegano gli effetti dei gemmoterapici su varie patologie o solo per riequilibrare l'organismo.

Molti di questi a mio avviso possono essere estrapolati dall'ambito medico ovviamente con le dovute precauzioni e  modifiche in dosaggi e valutazione di effetti avversi e tossici ed applicati anche sugli animali da compagnia!  

GEMMOTERAPIA NEL CANE E NEL GATTO:



 

i gemmoderivati devono essere somministrati al cane o al gatto tenendo conto del peso dell’animale, se la patologia è acuta o cronica, storia clinica dell’animale 

 

per il trattamento del sintomo acuto  di solito va somministrato al cane o al gatto adulto circa 3 gocce massimo 4 gocce per kg di peso 2-3 volte al giorno e comunque di norma non superare mai le 25 gocce come dose singola. Le gocce vanno agiunte in poca acqua per diluirle e consentire all'animale di bere in autonomia senza stressarlo o si può optare per l'uso di una siringa senza ago sempre dopo diluizione con poca acqua (ATTENZIONE NON EFFETTUARE IL FAI DA TE).

ALCUNI GEMMODERIVATI PER USO VETERINARIO:

Gemme del Fico  Ficus Carica

Il Gemmoderivato di Ficus carica nel gatto e cane può essere utilizzo quando occorre intervenire sullo stomaco e sul sistema neurovegetativo, in caso di gastrite, ulcera difficoltà digestiva.

Gemme Noce bianco Juglans regia L.

Indicato nei casi di pancreatite cronica, insufficienza pancreatica, azione coadiuvante le difese naturali innate e le barriere a livello di intestino, sierose, mucose e pelle. Viene usato come antiflogistico delle mucose in stato cronico quali cirrosi, cellula di Kuppfer, pancreatite cronica e sindromi da malassorbimento.

Gemme del Ginepro comune Juniper communis L.

Drenante epatorenale in caso di forte intossicazione debolezza del fegato e dei reni. Utile nel controllo i calcoli renali.

 Gemme del Faggio Fagus sylvatica

Stimola la diuresi utile nell’insufficienza renale insieme al Ribes Nigrum è un potente antistaminico.

Agrifoglio Ilex aquifolium giovani getti

Stimolante le surrenali la funzionalità renale.

Ulivo Olea europea giovani getti

Si utilizza nell’ipertensione, ha attività ipoglicemizzante.

Questi sono solo alcuni gemmoderivati che possono essere impiegati ad uso veterinario o naturopatico per animali.

 

Paolo Pelini 

Professione Erbochimico / Naturopata per Animali

Esperto in Ricerca Farmacognostica su Estratti Vegetali di Piante Officinali

Roma

 

ATTENZIONE:

RESTA SEMPRE VALIDO IL SEGUENTE AVVERTIMENTO DI RIVOLGERSI A PERSONALE QUALIFICATO E NON EFFETTUARE MAI IL FAI DA TE! IL SEGUENTE MATERIALE E' SOLO A SCOPO DI DIVULGAZIONE SCIENTIFICA.