martedì 10 ottobre 2023

Ema: Gli Omega 3 provocano Fibrillazione Atriale! Paolo Pelini: Cara Ema Andiamoci Piano!

Nei giorni scorsi l’ Ema ha pubblicato il resoconto di uno studio svolto in meta analisi dove si sostiene che gli OMEGA – 3 possano causare o comunque portare un aumento delle fibrillazioni atriali.

Considerando la metodologia di ricerca utilizzata prima di entrare nel merito della questione vera e propria corre l’obbligo di fare alcune precisazioni:



Una meta analisi è uno strumento di ricerca secondario che mira a raccogliere dati da varie fonti per trarre una determinata conclusione.

Qual’è il problema? Questo strumento non trova reale applicazione in ambito medico clinico e può peccare di interpretazione soggettiva.


Entrando nel merito della vicenda Omega-3 l’Ema sostiene che le pubblicazioni “autorevoli” che hanno raccolto per questo studio sostengono che gli Omega-3 possano causare la fibrillazione atriali, il problema è che esistono altrettanti studi e che sostengono esattamente l’opposto.


Come sappiamo, la fibrillazione atriale (FA) è la tipologia di aritmia più comune nella popolazione generale con una prevalenza che raggiunge un terzo dei pazienti con ipertensione arteriosa, diabete e altri fattori di rischio. Nella fibrillazione atriale, gli impulsi regolari prodotti dal nodo del seno per un normale battito cardiaco sono sopraffatti dalle rapide scariche elettriche prodotte negli atri e nelle parti adiacenti delle vene polmonari.

Acidi grassi omega-3 producono significativamente effetti marcati nella prevenzione della fibrillazione atriale.

Gli acidi grassi polinsaturi Omega-3 infatti possiedono proprietà antinfiammatorie che possono inibire i meccanismi aritmogeni. Può ridurre i livelli di trigliceridi nel sangue ma non modifica in modo significativo il livello di colesterolo LDL o colesterolo HDL nel sangue. I fattori responsabili della fibrillazione atriale sono la diminuzione del livello di Hb, l'aumento della troponina plasmatica e la diminuzione dei livelli di potassio, che vengono notevolmente trattati dagli integratori di EPA e DHA. I PUFA Omega-3 provocano una modulazione diretta e indiretta delle proprietà dei canali ionici e dell'equilibrio simpatico-vagale. Tuttavia aumenterà il livello di Hb nel sangue e diminuirà l'ipercapnia e il livello di troponina plasmatica, che sono il potente marcatore del substrato aritmogenico. L'associazione del potassio sierico con il rischio di atriale fibrillazione può essere notevolmente ridotta dagli acidi grassi polinsaturi omega-3. Pertanto gli acidi grassi omega-3 sono coinvolti negli effetti cardioprotettivi delle aritmie come la fibrillazione atriale.

Alla luce di queste considerazioni ma si potrebbe andare avanti citando pubblicazioni di altri autorevoli scienziati è fuor di dubbio che le tesi esposte dall’Ema non stanno ne in celo ne in terra almeno che come dissi già per la questione dei derivati idrossiantraceni le agenzie di”controllo” non si decidano a portare degli studi clinici o sperimentali nuovi e rigorosi, un simile atteggiamento sconsiderato può provocare solo del panico in soggetti cià fragili come persone anziane e cardiopatiche, tanto più che fino a ieri veniva detto di assumere più possibile Omega-3 .


Paolo Pelini

Professione Erbochimico

Esperto in Ricerca e Valutazione Farmacognostica e Citotossicologica su Estratti Vegetali di Piante Officinali

Responsabile Centro di Controllo e Divulgazione Scientifica sulle Sostanze Naturali – CCDSSN

Roma - Italia